E' ora di cambiarti?

Insieme siamo andati in giro per l'Italia, la Francia e la Svizzera.
Dalla montagna al mare. Dalla Lombardia passando per Piemonte, Emilia, Friuli, Marche, Toscana, Liguria, Umbria fino alla Puglia, senza dimenticare quando abbiamo girato la Sardegna...
Sempre io, te e la bionda!
Quante cose avresti da raccontare...
Sempre in giro, col sole, la pioggia e persino la neve. Nulla ti ha mai fermato. Dal lontano 2004.
Sempre insieme a prendere il sole e impregnarsi di salsedine, oppure a sciare e ghiacciare in mezzo alla neve. E quanto smog hai preso a Milano?
Le tue orecchie sono piene di insulti, lacrime, sorrisi, parole dolci, parolacce. I tuoi occhi hanno visto regali, borse, borsoni, fiori, mobili, tv, snowboard, vestiti e persino una vespa incastrata nell'unico modo in cui si poteva incastrare. 
Ah, cara Modus! Cambiarti? Si ma con cosa? Sei vecchia ma sei sempre li, perdi colpi ma non molli mai del tutto!
Come se fosse facile lasciarti così...


Cineforum


Nelle ultime settimane, come consuetudine con l'arrivo della stagione invernale iniziano le uscite serali cinematografiche. Nel senso che si va al cinema a limonare come in una scena da oscar.
Tre film nelle ultime settimane sono stati sottoposti ad attenta analisi:

Amici di letto
Commedia americana ironica e divertente che soddisfa le aspettative. Certo non un film da oscar ma sicuramente un film per passare una serata piacevole fatta di risate.
Classica storiella d'amore raccontata con disinvoltura e con scene comiche davvero esilaranti.
Se volete vedere un film senza impegno ve lo consiglio. Voto 6,5.

Bar sport
No comment. Andiamo al multisala impero per vedere l'ultimo film di Sean Penn ma a sorpresa non è in programma (???). Optiamo allora per una commedia italiana piena di comici noti e visti spesso in tv (Zelig). Sicuri che Clausio Bisio possa essere sicurezza e garanzia di risate corriamo in sala visto che il film è già cominciato. Per descrivere quanto sia triste e vuoto questo film dico solamente che dopo mezz'ora la coppia seduta al fianco mio e di Mara si è alzata e ha lasciato la sala. A metà film hanno fatto lo stesso tutte le persone che occupavano la fila davanti a noi! Bar sport è un film per vecchi dove neanche i vecchi ridono. Un film senza trama e senza un minimo di vera comicità. In confronto un cinepanettone qualsiasi è più divertente. Per la prima volta ho visto comici come Cornacchione e Teocoli e non ho riso. Ho provato a resistere fino alla fine del film sperando che questo decollasse ma non è mai successo. Provo vergogna per il regista. Voto 3


I soliti idioti
La parola giusta per descriverlo è lacrime. Lacrime agli occhi fin dai primi secondi del film. Un susseguirsi di battute talmente serrato che non ti permette neanche di capirle/ascoltarle tutte. Chi ama questi personaggi non può non andare a vedere questo film. Quello che ti aspetti dopo aver visto decine di sketch su Mtv, anche se questo magari vuol dire conoscere già alcune battute e alcune scenette. Aspetto il seguito che è stato dichiarato esplicitamente. Dai cazzo! Voto 8

Ciao Sic!


Voglio ricordarti così!
A modo mio, ma allo stesso tempo a modo tuo. Col sorriso!
Ci lascia una persona sincera, simpatica, onesta, dalla folta chioma inimitabile e dalla battuta sempre pronta. La tua spontaneità stava dando seguito alla stravaganza che in passato avevo trovato in Valentino, che ho seguito per mia fortuna sin dai tempi della 125 (uno che sale sul podio con la bambola gonfiabile non può che promettere bene). Il Sic da qualche anno teneva banco nella mia testa e in quella del mio amico Dany.
Dopo una corsa del motomondiale non potevamo non finire a parlare di te, della tua parlantina, delle tue vittorie, di come mandavi in vacca quel che di buono avevi fatto fino a quel momento, con una scivolata delle tue.
L'ultima scivolata l'hai fatta ieri. L'hai fatta strana, l'hai fatta male. Troppo!
Dovevi finire dritto nell'erba e poi rientrare a testa bassa ai box. Invece hai puntato al gradino più alto, non hai mollato la moto, perchè già pensavi di rialzarti. Hai puntato in alto. Troppo!
Svegliarsi per vedere una gara e dover spegnere la tv con gli occhi gonfi non è proprio il programma che uno si prefissa per la domenica mattina.
La prossima gara sarà strana, le prossime saranno tutte strane. Con un vuoto in pista. Una moto di troppo ferma ai box.
Ma questo è il destino. Lo stesso destino che ha voluto che tu fossi investito da uno dei pochi amici che avevi nel paddock. Il Dottor Rossi però nulla ha potuto a discapito del suo soprannome.
E mi fa un certo effetto riprendere in mano oggi, a distanza di un anno da quando mi è stato regalato, quel piccolo libro che racconta i segreti della tua vita da pilota, della tua crescita in sella ad una moto. Un libro in cui la tua amicizia con Valentino è ben evidenziata.
Tutto questo, ancora una volta, mi fa riflettere un sacco anche se poche sono le risposte che trovo alle mie domande. La più semplice che ognuno di noi si fà è: "perchè?".
Perchè andavi forte! Perchè amavi il tuo sport!
"Perchè meglio andare forte in moto che vivere a rilento come qualcuno!"


Ciao patacca.

p.s. Non te ne sei andato, ti hanno solo arrestato...

Testing Blogger for iOs

Prima prova della nuova app di Blogger per sistemi iOs. Proviamo con qualcosa di semplice che magari vinciamo anche qualche soldo...

Catania-Inter X
Milan-Palermo 1
Napoli-Parma 1
Cesena-Fiorentina Under
Atalanta-Udinese X
Cagliari-Siena 1
Chievo-Juventus Under
Genoa-Lecce 1
Novara-Bologna X
Lazio-Roma Goal

Stay Hungry. Stay Foolish.



“Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.
La prima storia è sull’unire i puntini.
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?
E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente”. Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.
Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.
Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.
Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto della morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.
Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi “addio”.
Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie – che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.
Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.
Stay Hungry. Stay Foolish.
Grazie a tutti.”

Cous Cous Fest a suon di musica

Subsonica - Giorni a perdere

Subsonica - Nuova ossessione

Danza del ventre on the beach

Modena city ramblers - Bella ciao

Modena city ramblers - Presidente

Beddamatri!

14:26 by Marco 0 commenti
Una settimana di relax in terra sicula. Dire che ci voleva è quasi superfluo. La Cous Cous fest ha lasciato il segno, soprattutto a livello epatico. Bello bello bello. Ma anche buono buono buono!
Aerei in orario, cibo buono, tempo abbastanza clemente, ospitalità abbondante e ottima compagnia.
Potrei riassumere così questi 7 giorni che a mio modo di vedere vanno assolutamente ripetuti.

Sempre posto ala
Crocs gigante
Spiaggia 


Peccato solo per il diluvio dell'ultimo giorno che ci ha costretto a passare il pomeriggio all'aereoporto!
 fiume in piena
gli scemi del villaggio
tramonto
cous cous
video
mamma africa al lavoro


in volo


Un simpatico spilungone generoso

Sono quasi 3 mesi che non posto qualcosa su questo blog.
Stasera mi è venuta voglia. Mi devo sfogare, in queste ore in cui, la comunità dove sono nato e cresciuto è messa nuovamente alla prova per sorpassare questo enorme scalino di dolore e tristezza.
Masnago in certi momenti è davvero particolare. Silenziosamente unita.
Stefano ci lascia senza parole. Stefano ci lascia con un vuoto dentro.
Stefano ci lascia. Punto!
In maniera inaspettata, come del resto succede quasi sempre. In una maniera strana e amara. Che forse fà ancora più male.
Ho passato la giornata con la testa piena di pensieri, faticando a fare altro se non pensare.
Qualche settimana fa, fermandomi davanti al concessionario per vedere una macchina ho dovuto rimandare... ironia della sorte era già in vacanza!
Un ricordo che rimarrà sempre indelebile è una giornata d'estate di molti anni fà.
Potevo avere si e no 9 anni. Erano ormai le 20 di sera, a casa mia ora di cena come da abitudine. Mi ricordo la faccia preoccupata di mia mamma quando mi vide rincasare più tardi, perchè io a quell'ora dovevo essere a casa da un pezzo e nessuno sapeva dove cercarmi.
Ero piccolo, sarei dovuto essere in giardino a giocare a palla (tanto per cambiare), ma invece si erano perse le mie tracce.
Stefano mi aveva invitato a salire a casa sua dopo un pomeriggio passato a giocare per i prati di via Ronchelli. Mi ricordo che stavo bene, ero sereno, talmente tanto che il tempo era volato a dismisura, nonostante in quegli anni la sua altezza iniziava a prendere il largo e ad inibire il tappetto che ero.
La gentilezza di sua mamma e il sorriso di suo padre invadevano le stanze. La mia euforia nel visitare la casa di un ragazzino più grande di me penso fosse visibile. I miei occhi pieni di curiosità scrutavano giochi nuovi, cose, colori, forme... volevo provare tutto, ma come al solito mi bastava una macchinina per essere contento.
Da quella casa uscii dopo qualche ora, quando l'invito a fermami a cena mi fece rendere conto di che ore fossero. Usciii col sorriso in faccia e la mia macchinina nuova in mano!
La sua generosità si era manifestata con quel piccolo regalo.
La sgridata che mi aspettava al rientro a casa non cancellò quei momenti, anzi li cementò nella mia memoria.
Mi piace ricordarlo così, in mezzo a mille momenti passati in oratorio, in mezzo a mille battute taglienti ed esilaranti, in mezzo a mille post e mille tweet che ogni giorno sapevano far sorridere.

Ciao Stefano

5 minuti di applausi

E' finita così la cavalcata del Varese verso la serie A.
Eliminati dopo un rocambolesco 3-3 casalingo col Padova
(che tra l'altro allunga la strabiliante serie di imbattiblità a Masnago).
Non si può far altro che ringraziare il mister e la squadra 
per aver dato il massimo e per averci fatto sognare fino alla fine.
La salvezza chiesta ad inizio stagione si è tramutata sin da subito in una corsa pazzesca verso i playoff.
I soldi spesi per l'abbonamento sono stati un bell'investimento: 
tornare a gridare dopo anni in quello stadio, 
a poche centinaia di metri da casa mia,
 con due compagni di squadra sempre pronti a ridere e scherzare 
e ad incitare la squadra, è stato veramente emozionante.

Purtroppo una stadio pieno come non mai e tutto colorato, 
non è bastato a spingere il Varese oltre il limite!



Con la speranza che la squadra non venga smantellata completamente 
(Sannino in seria A con Pisano e probabilmente qualche altro giocatore)
mi auguro che l'anno prossimo sia un altro campionato spettacolare.

Si attendono sviluppi sul calcioscommesse...

Or.Ma: un campionato Eccellente!